Puntata 1 – Castaway, il naufrago

Puntata 1 – Castaway, il naufrago

 

 

Questa puntata avrei potuto intitolarla ‘e il naufragar m’è dolce in questo mare’, ma il mare non è dolce e il naufragio non è mai come ti aspetti.

Cast Away è il titolo di un film in cui Tom Hanks dialoga con un pallone con una faccia disegnata sopra, è vagamente ispirato alla storia di Robinson Crusoe, che è uno dei tanti naufraghi della storia delle storie. Come Ulisse nudo e senza più nulla, che viene aiutato dalla principessa Nausicaa. Come Giona che invece di andare a Ninive viene sorpreso dal mare e salvato da un pesce nel ventre del quale resta tre giorni.

Tutti perdendosi si sono ritrovati.

Uno dei miei naufraghi preferiti è vissuto tra il 300 e il 200 a.C.

Si chiama Zenone di Cizio. Suo padre era un mercante di porpora, e lui decise di seguire la sua rotta.

Zenone parte, carica una nave dalla Fenicia, ma il mare è impetuoso, e le onde si mangiano la barca, la porpora e gli uomini. Quando Zenone raggiunge la riva è fortunato che gli sia rimasta la vita. Non ha più nient’altro.

Si dice che poi senza più nulla, Zenone se ne va a consultare l’oracolo, e il consiglio che gli viene dato è quello di ‘eguagliarsi ai morti’. Invece di andare da una medium, lui se ne va in libreria. Ad Atene Zenone ascolta un reading che parla della vita dei filosofi (i morti, appunto). «Dov’è che posso trovare gente come questa?!» chiede al libraio, che forse anche per liberarsi di questo tizio puzzolente come una rete di cozze dimenticata al sole, in quel momento vede passare Cratete il cinico e glielo indica. «Vuoi conoscere un filosofo? Segui quell’uomo!»

E Zenone lo segue, fino a che non comincerà a dire la propria sotto a un portico del mercato. Il portico, o Stoa, che darà il nome alla sua scuola: lo stoicismo.

Nel Fedone di Platone si paragona l’acqua del mare – a un certo punto, – alla corruzione sulla quale cerchiamo di galleggiare; prima o poi queste acque ci arrivano alla gola e veniamo sbattuti lontano da dove pensavamo di arrivare. È una storia che ci raccontiamo da migliaia di anni, ma è anche una storia che leggiamo tutti i giorni sui quotidiani. La grande salvezza dal naufragio passa sempre da un aiuto che riceviamo, una principessa, un libraio, un peschereccio, una ong, una motovedetta militare. Poi sta a noi capire cosa vogliamo fare di questa nuova vita. Se questa potrà essere un vero ritorno a casa, la casa che abbiamo nel cuore. Come è stato per Zenone, che commentò sempre la sua sfortuna dicendo «che bella navigazione che ho fatto, il giorno che sono naufragato».

Tenetevi stretti quanto volete la terraferma, ma c’è un’onda alta per ognuno di noi, là fuori. E voi sarete pronti a tendere la mano al vostro vicino, a ricominciare da capo senza niente se non la casa nel vostro cuore?

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