Puntata 2 – il dono del fuoco e del fegato

Puntata 2 – il dono del fuoco e del fegato

 

 

Potevo intitolare questa puntata ‘Prometeo incatenato’, ma Eschilo è arrivato prima di me, 2500 anni fa. Quando ha scritto una delle prime ‘trilogie’ della Storia delle storie. Peccato ci siano arrivati solo frammenti.

Ve la racconto a modo mio.

In un tempo antichissimo prima dell’uomo c’erano i Titani. Siamo nel mondo della mitologia greca, per chi di voi non fosse cresciuto con i Cavalieri dello Zodiaco o Percy Jackson. In questo mondo il Titano Krono, figlio di Urano, è stato spodestato da Zeus, il suo figlio minore. Zeus ritrovati i suoi fratelli, che il padre si era mangiato in un sol boccone per una storia di successione, ha vinto la guerra per la supremazia e ora regna sul mondo. Figlio del Titano Giapeto, Prometeo si è schierato appena in tempo dalla parte di Zeus, perché vede il futuro. Nessuno voleva vedere Netflix con lui, anche perché era l’unico a poterla vedere… e sapeva anche come sarebbe finito Il Trono di Spade.

Tornando seri, la storia di Prometeo è una storia d’amore, e non un amore qualunque. L’amore per l’Umanità. Una storia di coraggio che va oltre la funzione eziologica del racconto, ovvero quella di spiegare come nascono le tradizioni.

Infatti, Prometeo è ancora vivo in tutti gli eroi che incontriamo nelle storie d’oggi.

Zeus si affeziona a questo ragazzone, lo invita spesso a casa, all’Olimpo, e gli affida la creazione dell’uomo.

Durante una cena con uomini e dei, che all’epoca si frequentavano, Zeus chiede a Prometeo di fare le divisioni del cibo, così lui gli fa uno scherzo a favore degli uomini.

Zeus sceglie la metà di un toro che sembra più abbondante, ma che in realtà è ripiena solo di ossa e grasso. Agli uomini spettano così le parti migliori e il padre degli dei – che rispetto a quello che ci siamo detti, secondo la Teogonia di Esiodo sarebbe in realtà il fratellino degli dei, visto che il padre era Krono, – s’arrabbia e toglie il fuoco agli uomini. Qui arriva la parte interessante: a questo punto Prometeo ruba il fuoco. Secondo alcuni sale al monte Olimpo per rubarne il seme, per altri scende nelle fucine di Efesto, giù nelle caverne oscure per sottrarre un carbone ardente al dio del Fuoco.

Questo atto di definitiva ribellione a favore degli uomini fa condannare Prometeo al peggiore dei sacrifici. Legato a una scogliera, imprigionato, un’aquila gigante di giorno gli mangia il fegato, e siccome Prometeo è immortale, ricomincia il giorno successivo. Questo accade finché Prometeo con astuzia strappa la libertà a Zeus facendogli una rivelazione grazie alla sua chiaroveggenza. Gli dice come finirà il Trono di Spade? Forse, ma soprattutto gli impedisce di generare un figlio che l’avrebbe spodestato – ci risiamo, – e così si rompe il ciclo dei padri che si mangiano i figli, senza troppo spargimento di sangue. Solo spargimenti di fegato.

Vi suona un campanello? L’eroe di ogni storia è chiamato all’avventura e non può sottrarsi, anche sapendo che questa lo porterà in una caverna oscura, alla ricerca di qualcosa che serve per la salvezza della sua gente… Una spada, un oggetto magico, il fuoco… che compare in tantissimi altri miti. Questo eroe, poi, alla fine dovrà sacrificarsi per ottenere la salvezza. Un sacrificio pubblico, che tutti possono vedere, e che gli farà guadagnare un posto tra gli dei. E voi, siete pronti a sacrificare qualcosa per essere eroi? Avete abbastanza… fegato?

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